lunedì 27 giugno 2016

Wladimiro Dorigo. Dieci anni dopo la scomparsa

È stata una delle figure più importanti per lo studio delle origini di Venezia. Il primo a dimostrare l’esistenza di una «Venezia romanica». E delle basi su cui si era sviluppata nell’Alto Medioevo la civiltà veneziana. Figura complessa di intellettuale e politico quella di Wladimiro Dorigo, professore di Storia del’Arte medievale all’Università  Ca’ Foscari Venezia, autore di saggi e studi sui mosaici bizantini e sulla «Venezia delle Origini». Un monumentale studio pubblicato qualche anno fa da Cierre edizioni ripercorre la storia della nascita della città e la genesi delle sue genti arrivate sulle lagune.
Dorigo studioso e ricercatore. Ma anche Dorigo antifascista, politico e portavoce della sinistra Dc, pensiero laico nel partito cattolico, da cui uscì dopo aspre polemiche alla fine degli anni Cinquanta. Dorigo discusso innovatore, che proponeva negli anni Sessanta lo sviluppo industriale di Marghera allargato a nuove Zone industriali, un’autostrada in mezzo alla laguna per collegare la terraferma con le isole di Vignole e Sant’Erasmo.
A dieci anni dalla morte, avvenuta il primo luglio del 2006 all’età di 79 anni, la sua Università lo ricorda con una giornata di studi in programma lunedì 27 giugno 2016 a partire dalle ore 10,00 all’Auditorium di Santa Margherita. Un comitato promosso dai professori Alessandro Casellato e Michela Agazzi, di cui fa parte anche il figlio di Dorigo, Paolo, si è incaricato di ricostruire la storia e la figura del poliedrico professore. La sua biblioteca composta da 15 mila volumi è stata donata dai figli all’Università, che gli ha anche intitolato un’aula al terzo piano di Ca’ Foscari. Denso e interessante il programma della giornata di studi. Si comincia con il saluto del rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi e del direttore di Dipartimento Luigi Perissinotto. Relazione di Michela Agazzi su «Dorigo, 10 anni dopo: La storia dell’Arte medievale dopo Venezia romanica». Xavier Barral i Altet presiederà poi la tavola rotonda con interventi di Diego CalonL’isola che non c’è, Malamocco e Rialto tra VII e VIII secolo»); Myriam Pilutti NamerRipensare i capitelli veneziani»). Nel pomeriggio relazioni di Denis Valenti, Gianmario Guidarelli, Marina Niero, Stefania Coccato. Alle ore 18,00 la proiezione del documentario di Pierandrea e Mariagrazia Galiardi con l’ultima intervista concessa dallo studioso un mese prima di morire, in cui parla a lungo delle sue ricerche, della sua vita e della politica.