giovedì 17 novembre 2016

“Storia di una principessa e della sua forchetta” presentazione a Milano

Domenica 20 novembre 2016 alle ore 16,00, l’Associazione Italia Medievale e Ancora Store sono lieti di invitarvi alla presentazione di “Storia di una principessa e della sua forchetta” (Rizzoli, 2016) di Annalisa Ponti che si terrà presso l’Ancora Store di Via Lodovico Pavoni, 12 a Milano. Intervengono l’autrice e Vittorio Beonio Brocchieri (Università della Calabria). Ingresso libero.
È l’anno Mille, più o meno. Per suggellare l’amicizia tra Venezia e Bisanzio, la principessa bizantina Teodora andrà in sposa al secondogenito del doge. Teodora ha dodici anni, e sbarca in laguna insieme alla balia e a un ricco corredo di tappeti, porcellane e tessuti preziosi. Viene dalla splendida Bisanzio, lei, ed è abituata a essere servita. Ben diversa la Venezia in cui approda, piccola città di pescatori e mercanti, palazzi semplici e strade maleodoranti. Teodora e Giovanni si piacciono subito. I veneziani, invece, scrutano con diffidenza la stravagante principessa che – scandalo! – mangia con la forchetta e si fa il bagno in una vasca. In particolare, Piero il Castigatore… Ma chi la fa l’aspetti! Una storia medievale quasi vera che si prende gioco di tutti i pregiudizi.
La storia della nostra Teodora si ispira a una vicenda reale, di cui circolano diverse versioni, relativa a un’altra giovane donna bizantina andata in sposa a un veneziano. Per alcuni storici si tratterebbe di una Teodora, anche lei principessa, moglie del doge Domenico Selvo. Altri libri parlano invece di Maria Argyropoulaina e del suo matrimonio, nell’estate del 1004, con Giovanni, figlio del doge Pietro II Orseolo. Ciò su cui tutti concordano, comunque, è la triste fine della giovane, colpita da un male incurabile – la peste? – che portò alla morte anche il marito. A raccontarci – con grande severità – delle abitudini raffinate di questa nobile ragazza d’Oriente è stato anche un importante teologo e riformatore della Chiesa medievale, Pier Damiani (1007-1072), che sarà addirittura fatto santo. La principessa non toccava le pietanze con le mani ma si faceva tagliare il cibo in piccolissimi pezzi, poi li assaggiava appena portandoli alla bocca con forchette d’oro, scriveva inorridito e, ricordando la morte improvvisa e terribile della giovane, il sant’uomo non poteva non alludere a una punizione celeste. Del resto quelli in cui viveva Piero erano anni difficili, durante i quali andava maturando la dolorosa separazione tra la Chiesa d’Occidente, che parlava latino, e quella bizantina, che da allora si chiama Chiesa greco-ortodossa: dal suo punto di vista, Bisanzio e l’Oriente rappresentavano un effettivo pericolo per la civiltà dell’Europa occidentale. Va altresì detto che l’amichevole rapporto che ha legato Venezia a Bisanzio per gran parte del Medioevo andò progressivamente allentandosi fino a diventare aperta ostilità: molti dei tesori bizantini che possiamo ammirare oggi in piazza San Marco giunsero in laguna come frutto di violente ruberie.
Annalisa Ponti è un’insegnante di scuola superiore con molti anni di editoria alle spalle. Appassionata lettrice di storie (scritte da altri), un giorno ha incontrato in un manuale di scuola una vicenda che cercava un finale diverso: è così che è nata l’avventura della principessa Teodora. Vittorio Beonio Brocchieri si è laureato in Lettere a Pavia, nel 1995 ha ottenuto il Dottorato in storia presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi con Maurice Aymard. Dal 1998 al 2000 ha insegnato Storia economica presso la facoltà di economia dell’Università della Calabria. Dal 2001 insegna storia moderna presso la facoltà di scienze politiche della stessa Università.
Nel 2000 ha pubblicato presso Unicopli la monografia «Piazza Universale di tutte le professioni del mondo”. Famiglie e mestieri nel Ducato di Milano in età spagnola; nel 2002 “Le montagne dello stato di Milano: specializzazioni economiche e forme di itnegrazione spaziale(1550-1650)“. in Regional development and commercial infrastructure in the Alps, a cura di Ulrich Pfister, Basilea; nel 2003 “La dinamica città-contado e i riflesi economici tra Cinque e Seicento“, in Storia della Lombardia, a cura di L. Antonielli e G. Chittolini, vol. II, Laterza; nel 2004 ha curato e tradotto per il Mulino “La grande divergenza” di Kenneth Pomeranz.