mercoledì 17 giugno 2015

L'alba della scultura gotica

"L'alba della scultura gotica": ne parla Fulvio Cervini a Firenze 18 giugno 2015
«Una piccola rivisitazione di quel grande movimento culturale che intorno al 1200 segna il trapasso tra romanico e gotico (al punto da essere chiamato "stile 1200") e costruisce un senso del naturalismo che diventerà decisivo per ogni successivo sviluppo dell'arte europea», visto che «la scultura gotica in realtà non è mai venuta meno, e seguita a vivere tra noi».
Così Fulvio Cervini, professore associato di 'Storia dell'arte medievale' e 'Tutela dei beni culturali' all'Università di Firenze - dove dal 2009 dirige la Scuola di specializzazione in Beni storico-artistici -, presenta la conferenza che terrà giovedì 18 giugno 2015 alle ore 18,00 al Lyceum Club Internazionale di Firenze nell'ambito del ciclo "Le prime stagioni dell'Uomo". Una conferenza, intitolata "L'alba della scultura gotica", che è organizzata dalla sezione Arte presieduta da Elisa Acanfora.
«Molto spesso - afferma Fulvio Cervini - gli storici hanno guardato alla scultura delle grandi cattedrali francesi, e in particolare a quella fiorita tra il 1180 e il 1230, come a una sorta di alba dell'umanità. O, meglio, l'alba di un mondo nuovo, ispirato alla natura meno che al simbolo, che puntava a un felice (e forse mai più raggiunto) equilibrio fra cielo e terra. Questa visione è certo molto idealizzata, ma non manda di fondamento. Si può anzi sostenere che per la storia dell'arte architettonica e figurativa gli anni intorno al 1200 siano stati importanti come e forse più di quelli intorno al 1400, che da noi, e soprattutto a Firenze, aprono il Rinascimento. Basti pensare al ritorno a un'idea di statuaria, che dall'antichità non si era più vista né concepita. Peraltro l'alba della scultura gotica non è illuminata solo dalla pietra scolpita delle cattedrali (allora vivacemente colorate), ma dallo splendore delle vetrate, dell'oreficeria e delle arti del metallo».