martedì 29 luglio 2014

Rocca Contrada, ceti dirigenti, istituzioni e politica dalle origini al sec. XV

Venerdì 1 agosto 2014 alle ore 21,30 nel chiostro del Centro Culturale San Francesco di Arcevia (AN) sarà presentato il secondo volume della storia di Arcevia del prof. Virginio Villani, dal titolo: "Rocca Contrada (Arcevia), Ceti dirigenti, istituzioni e politica dalle origini al sec. XV: l’avvento del comune popolare e le lotte di fazione (1250-1356)".
La ricerca ricostruisce il secolo più travagliato, ma anche più ricco e dinamico della storia comunale di Arcevia, come di altri comuni della regione, caratterizzato da una forte crescita economica, sociale e culturale, ma anche da un susseguirsi quasi ininterrotto di lotte interne per il potere accompagnate alle guerre provinciali per l’autonomia. Di questi eventi, comunemente noti come lotte fra guelfi e ghibellini, si colgono spesso solo gli aspetti più appariscenti e romanzeschi, non raramente utilizzati come sfondo per drammi di amori e di sangue.
Ma il libro non si sofferma solo sul racconto di queste vicende, cercando invece di ricostruire il processo di formazione dell’impianto istituzionale, a lungo mutevole e precario, ma sempre finalizzato a dare una rappresentanza più ampia alle forze sociali, che si esprimono dalla fine del ‘200 attraverso gli organismi delle Società del Popolo e delle Società delle Arti: le prime costituite sulla base dei quartieri, le seconda sulla base delle associazioni di mestiere. E’ un tentativo sapiente di dare una risposta di rappresentanza ai ceti popolari e di trovare un equilibrio fra le forze che si contendono il potere, emarginando via via le famiglie nobiliari che vengono viste a ragione le responsabili principali della violenza interna ed esterna.

Un processo che in genere giunge a compimento verso la metà del Quattrocento, quando si attua il definitivo consolidamento del sistema comunale parallelamente al consolidamento dell’equilibrio politico della Penisola. A questo punto l’assetto istituzionale raggiunto, soprattutto quello di comuni di un certo spessore come Rocca Contrada, presenta un sistema di pesi e contrappesi da far invidia anche ai più maturi sistemi istituzionali delle moderne democrazie.